Quando accogliamo un pappagallo in casa dobbiamo essere coscienti che sono animali molto longevi, le specie più grosse possono vivere anche 50 – 80 anni e conseguentemente la decisione di prenderne uno non deve essere  fatta alla leggera!
Durante tutti questi anni gli assetti familiari possono modificarsi rispetto all’inizio: nascono bebè oppure i bambini a cui era stato preso il pappagallo crescono ed il tempo da dedicare all’animale diminuisce. L’intera esistenza di questi animali deve essere tutelata sempre da un adulto responsabile, che sappia gestire e guidare il pappagallo anche durante queste variazioni familiari: liberarsi di lui nei momenti di passaggio è un trauma oltre ad essere un comportamento molto poco responsabile.

bambini03Bambini e pappagalli
I nostri pennuti possono essere pericolosi: sia grandi che piccoli sono pur sempre animali selvatici e anche se addomesticati hanno becchi potenti e zampe artigliate, che possono fare male anche senza volerlo. I bambini sono particolarmente a rischio, si muovono in modo irruento, rumoroso e imprevedibile, comportamenti che spaventano i pappagalli che in natura sono prede. Per la tutela e l’incolumità delle due parti ogni interazione deve essere strettamente supervisionata da un adulto, che dovrà capire il linguaggio del corpo del pappagallo ed al primo segnale di fastidio o diffidenza da parte dell’animale non forzerà l’interazione fra i due. Il bambino imparerà con il tempo a relazionarsi adeguatamente se gli sarà insegnato di rispettare il pappagallo, che imparerà così ad apprezzare la sua presenza.

bambini02Donne in maternità e pappagalli
Il luogo comune prevede l’allontanare ogni forma di vita animale per scongiurare malattie che minaccino il feto. Nella realtà dei fatti basta essere sicuri del fatto che il proprio pappagallo non sia affetto da nessuna malattia contagiosa e quindi recarsi da un buon veterinario per esami che escludano ogni problematica, mantenere sempre una buona igiene ed evitare il contatto con le feci dell’animale. Queste sono le semplici norme che possono bastare come precauzione. Durante la gestazione papà e mamma possono iniziare a preparare il pappagallo ai nuovi oggetti che verranno usati dal bambino: carrozzina, lettino, giochi rumorosi ecc. così che sarà già un piccolo inizio per una buona presentazione del futuro bebè.

Bebè e pappagalli
I primi giorni dalla nascita di un bimbo sono duri, il bambino che piange durante la notte non dà la possibilità di recuperare le ore di sonno e questo rende la famiglia più nervosa. Il pappagallo in queste occasioni probabilmente non smetterà di vocalizzare, non consentendovi di riposare nei momenti in cui il neonato sonnecchia, ma questo non giustificherà la volontà di liberarsene. Per distrarlo dai vocalizzi preparate giochi, foraging e attività che tengano occupato il pennuto. Come ultima alternativa potete abbassate leggermente le tapparelle e riposarvi insieme.
Il pappagallo ha il diritto di conoscere il bimbo di casa, potete presentarglielo tenendolo alla dovuta distanza per evitare spiacevoli incidenti. Quando sarà più grande, basandovi anche sulle inclinazioni del bambino e del pappagallo, potrete farli conoscere sempre più da vicino:  basterà tenere il bambino in braccio a voi ed il pappagallo sulla spalla opposta, in modo che si scrutino, stando sempre pronti ad intervenire.

bambini05Adolescenti e pappagalli
Comprare un pappagallo per responsabilizzare un giovane può essere una buona idea, ma è anche un compito che richiede sempre la presenza dei genitori.
I ragazzi -presi dalla scuola ed altri mille impegni- possono perdere l’entusiasmo iniziale, dimenticando di pulire o sostituire il cibo o può accadere che non si dimostrino in grado di saper gestire una beccata o di interagire in modo corretto.
Dal lato opposto non è corretto nemmeno responsabilizzarli troppo, il desiderio di un pappagallo non può trasformarsi nell’unico compito di un ragazzino, l’eccessivo prendersene cura potrebbe divenire malsano, tanto per il pennuto tanto per il suo umano, rischiando di creare una dipendenza eccessiva tra i due.

Bambini diversamente abili e pappagalli
Esistono diverse disabilità e generalizzare è la via più semplice, anche se sconveniente. Il pappagallo potrebbe essere affascinante, ma la rapidità dei movimenti e la poca pazienza di un bambino potrebbe generare nell’animale la paura e la conseguente beccata, più o meno dolorosa. Decidere di prendere un pappagallo ad un bimbo diversamente abile è rischioso, proprio perché non tutti i pappagalli accettano di essere toccati, maneggiati dall’uomo e mantengono sempre la loro indole selvatica.
Tuttavia rendere partecipe il bambino delle attività quotidiana di gestione può essere un buon compromesso, farsi aiutare nel cambio delle ciotole, far prendere al pappagallo i semini dalle mani del bambino è un’ottima forma di socializzazione ed interazione.



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