Cenerini: correlazione fra deplumazione e stress

An association between feather damaging behavior and corticosterone metabolite excretion in captive African grey parrots (Psittacus erithacus)

“Associazione fra deplumazione e livelli d’escrezione dei metaboliti del corticosterone nei Cenerini in cattività”


Studio ed articolo a cura di : Pierluca Costa , Elisabetta Macchi , Manuela ValleMichele De Marco , ,


Premessa

I Cenerini (Psittacus erithacus) sono detenuti come animali domestici, spesso a seguito di allevamento a mano. Proprio fra gli allevati a mano si è osservato un frequente sviluppo di disturbi comportamentali quali la deplumazione ( feather damaging behavior o FDB).
Negli psittacidi il principale glucocorticoide (classe di ormoni steroidei) è il corticosterone; la sua quantificazione ci fornisce informazioni sull’attività surrenalica ed è considerato un affidabile indicatore dei livelli di stress negli uccelli. È oramai noto che lo stress cronico è strettamente coinvolto nella manifestazione di disturbi comportamentali nei pappagalli in cattività.
Si è analizzata la differenza d’escrezione dei metaboliti del corticortisone (CM) nelle feci di pappagalli cenerini caratterizzati da:
– Diverse storie d’allevamento (allevamento genitoriale vs allevamento a mano)
– Presenza o assenza di FDB (nei soggetti allevati a mano)


Introduzione

I Cenerini (Psittacus erithacus) sono scelti come animali domestici principalmente per la loro socialità e per la capacità di imitare il linguaggio umano. Possono essere allevati a mano, pratica effettuata sempre più comunemente nel corso degli ultimi 30 anni. Sulla base del metodo di allevamento a mano questi possono essere divisi in differenti gruppi a seconda del sistema di incubazione (naturale vs artificiale) e dell’età di rimozione dal nido (alla schiusa, a meno di circa cinque settimane o a più di circa cinque settimane). Contrariamente a quanto accade nei pappagalli allevati dai genitori, che si imprintano verso propri conspecifici, gli allevati a mano si imprintano nei confronti degli esseri umani, sembrando socialmente dipendenti da essi. Le esatte conseguenze dei diversi metodi di allevamento a mano sullo sviluppo del comportamento negli uccelli adulti non sono ancora ben chiare. Tuttavia, è stato osservato che nei cenerini allevati a mano è possibile si sviluppino disturbi comportamentali quali aggressività, pica, stereotipie o comportamenti sessuali anomali; quindi si suppone essi siano maggiormente inclini a manifestare problematiche comportamentali. Inoltre si è notato che i pulli allevati a mano e rimossi dal nido prima delle cinque settimane di vita sviluppano maggiori stereotipi dei pulli che hanno vissuto più a lungo con i genitori.

La deplumazione (Feather Damaging Behavior o FDB) può essere attuata per strappo, masticazione, sfilacciamento e/o corrosione ed il risultato è la perdita o il danneggiamento del piumaggio. Nei pappagalli è generalmente auto-inflitta e si rivolge sulle piume accessibili al becco dell’uccello.
Grindlinger (1991) stimò che circa il 10% della popolazione di pappagalli in cattività soffriva di FDB. Kinkaid et al. (2013), su un campione di 538 pappagalli, ha riscontrato una percentuale del 17,5% di soggetti autodeplumati. Il nostro gruppo ha precedentemente condotto uno studio, mostrando una notevole differenza nella prevalenza di autodeplumazione fra due popolazioni di pappagalli: in quella composta da pappagalli cresciuti dai genitori (n= 1.488) si è manifestata una percentuale del 1,3% di soggetti colpiti, mentre nei soggetti pet (n= 292) la percentuale cresce al 17,5% (Costa et al., 2016).
L’autodeplumazione in natura si è osservata raramente, di solito si manifesta in cattività nei volatili che raggiungono la maturità sessuale e talvolta, secondo alcuni autori, persino precedentemente ad essa. Si verifica in molte specie di pappagalli: è stata riscontrata in Cenerini (Psittacus erithacus), Cacatua, Amazzoni, Ara, Agapornis, Conuri a ventre cremisi (Pyrrhura perlata) e in altre specie di psittaciformi. Si ipotizza che l’autodeplumazione possa essere una strategia di coping (strategia di adattamento) per gli stati affettivi negativi (quali noia o stress) e/o il soggiorno in ambienti non ottimali. In molti casi, questi modelli possono rappresentare un’esagerazione o l’espansione di un comportamento normale, in risposta a stimoli ambientali inadeguati e/o uno svezzamento precoce e/o l’isolamento sociale.

È oramai noto che lo stress cronico è strettamente coinvolto nella manifestazione di disturbi comportamentali nei pappagalli in cattività. Nei vertebrati, gli ormoni in prima linea per superare situazioni di stress sono la β-endorfina, i glucocorticoidi e le catecolamine. Il glucocorticoide principale negli uccelli è corticosterone; la sua quantificazione fornisce informazioni sull’attività surrenalica ed è considerato un indicatore affidabile riguardo i livelli di stress negli uccelli, nonché un importante notifica sullo stato di benessere di un individuo o di un gruppo di animali, specialmente se utilizzato in combinazione con altri parametri come il comportamento. Le analisi del corticosterone fecale sono preferibili al prelievo di sangue perché meno invasive e stressanti, non compromettono quindi la valutazione del benessere dell’animale. Diversi autori hanno riportato una correlazione tra le concentrazioni di glucocorticoidi nel plasma e dei loro metaboliti nelle feci di mammiferi o uccelli.

Owen & Lane (2006) misurarono i livelli di corticosterone negli escrementi di un gruppo di cenerini, riscontrando una maggiore concentrazione di corticosterone nelle feci dei soggetti autodeplumati piuttosto che in quelle dei soggetti sani. Questi autori non hanno tuttavia considerato il sesso e l’età dei pappagalli o la stagione in cui sono stati prelevati i campioni. Lo scopo del presente studio era quello di confrontare l’escrezione dei metaboliti del corticosterone (CM) negli escrementi di cenerini allevati a mano (con o senza FDB) o allevati da genitori tenuti in coppie per la riproduzione, durante l’autunno e la primavera. Per i pappagalli allevati a mano, è stata considerata l’influenza del sesso e dell’età nella quantità di corticosterone rilevata nelle feci. È stato previsto un aumento dei CM nei pappagalli allevati a mano con FDB. Inoltre, abbiamo voluto determinare se i pappagalli allevati a mano con giusto criterio e i pappagalli allevati dai genitori mostrano un andamento simile nell’escrezione dei metaboliti del corticosterone.


Metodi e materiali

È stato preso in considerazione un totale di 82 cenerini detenuti in cattività. Secondo i metodi di allevamento, sono stati definiti tre gruppi di uccelli:
1. Un gruppo con pappagalli allevati dai genitori (PR), tenuti in coppie (n = 30 coppie) con un partner conspecifico del sesso opposto. Erano tutti sani e non hanno mai mostrato segni FDB;
2. Un gruppo di pappagalli allevati a mano sani (H-HR), detenuti senza un compagno della propria specie. Non mostravano alcun segno di FDB (n = 11, 7 maschi e 4 femmine);
3. Un gruppo di pappagalli allevati a mano colpiti da autodeplumazione (FDB-HR), detenuti senza un compagno della propria specie. Hanno manifestato FDB (n = 11, 7 maschi e 4 femmine).
Gli escrementi sono stati raccolti al mattino per tre giorni alternati durante l’autunno 2014 e la primavera 2015. I metaboliti del corticosterone sono stati determinati utilizzando un test immunoenzimatico multi-specie (Corticosterone EIA kit). Sono state effettuate più misurazioni su modello ANOVA a split-plot al fine di esaminare le eventuali differenze usando i gruppi, la stagione e i gruppi in riferimento alla data stagione come fattori principali.


Animali e criteri di selezione

Lo studio è basato su un questionario web utilizzato in uno studio precedente (Costa et al., 2016), il quale è stato indirizzato ai proprietari di tutte le specie di pappagalli. Il questionario è stato distribuito in tutta Italia attraverso i siti on-line associati al mondo dei pappagalli, social network ed e-mail in collaborazione con il “Club degli Psittacidi” (http://psittacidi.webservice-4u.com/) e l’ “Associazione Italiana Allevatori Pappagalli” (http://www.assopappagalli.it/). Nel presente studio, abbiamo preso in considerazione solo i pappagalli cenerini, perché la più frequente tra gli intervistati italiani (Costa et al., 2016) e perchè specie considerata molto sensibile all’autodeplumazione.

Tutti gli uccelli considerati nello studio sono nati in cattività, non sono stati utilizzati uccelli di cattura. Si è operato su un totale di 82 cenerini. Per essere inclusi nello studio, gli uccelli dovevano avere almeno trentasei mesi, in modo tale da considerare solo gli uccelli con un carattere e modelli comportamentali sessuali completamente formati. Sulla base delle diverse metodologie di allevamento nella fase neonatale, si sono considerati gruppi di soggetti allevati dai genitori o allevati a mano. Tra i pappagalli allevati a mano, si è fatta un’ulteriore distinzione tra pappagalli nella quale si è manifestata autodeplumazione e pappagalli nei quali questa non era presente. Secondo questi criteri, sono stati definiti tre campioni di uccelli:
1. Un gruppo con pappagalli allevati dai genitori (PR)
2. Un gruppo di pappagalli allevati a mano sani (H-HR)
3. Un gruppo di pappagalli allevati a mano colpiti da autodeplumazione (FDB-HR)

1. Il gruppo di pappagalli allevati dai genitori (Fig. 1A) includeva uccelli tenuti in coppie (n = 30 coppie) con un partner conspecifico del sesso opposto, appositamente allevati per la riproduzione. Questi uccelli sono stati allevati dai genitori biologici, il contatto con gli esseri umani era minimo e legato solo alla loro cura e gestione quotidiana. Sono stati permanentemente alloggiati in una voliera per pappagalli con un volume minimo di un metro cubo, esposti a variazioni della luce naturale. Erano sani e non hanno mai mostrato segni di FDB. Tutti gli uccelli che rientrano in questo campione sono stati ospitati nella stessa struttura. Questo gruppo è stato incluso nello studio poiché i pappagalli allevati dai genitori in cattività sono generalmente considerati uccelli ben equilibrati che hanno imparato tutti i particolari modelli comportamentali delle loro specie, risultando pertanto un valido modello di confronto.
2. Il gruppo di pappagalli allevati a mano sani (H-HR) (Fig. 1B) era composto da 11 uccelli (7 maschi e 4 femmine). Ogni uccello è stato detenuto privo di un compagno della propria specie da un proprietario.
3. Il gruppo di pappagalli allevati a mano colpiti da autodeplumazione (FDB-HR) (Fig. 1C) era composto da 11 uccelli (7 maschi e 4 femmine). Ogni uccello è stato detenuto privo di un compagno della propria specie da un proprietario. La diagnosi di FDB è stata fatta da un veterinario esperto in uccelli esotici, prendendo in considerazione tutte le possibili diagnosi differenziali in base al Van Zeeland et al. (2009). In questo modo, è stato possibile escludere eventuali problemi clinici.

I soggetti del gruppo H-HR corrispondevano in età (± 2 anni) e sesso i soggetti del gruppo FDB-HR. I pappagalli di entrambi i gruppi hanno vissuto per lo più al di fuori di una gabbia, senza altri pappagalli e avevano uno stretto rapporto con gli esseri umani. Tutti gli uccelli erano di proprietà privata e avevano libero accesso all’acqua e alle diete commerciali formulate appositamente per i pappagalli, integrati poi con frutta e verdura. I proprietari di tutti i pappagalli inclusi nello studio hanno compilato un questionario circa la cura e la gestione dei pappagalli e, solo per i pappagalli FDB-HR, le principali regioni del corpo colpite da FDB.


Campionamento delle feci e analisi

Le feci sono state prelevate durante l’autunno 2014 e la primavera 2015 (in entrambi i casi a metà stagione) al mattino (9: 00-11: 00 AM) per tre giorni, a giorni alterni. Questo lasso di tempo è stato scelto con l’intenzione di ridurre gli effetti che un campionamento quotidiano potrebbe avere sui valori dei metaboliti del corticosterone. I campioni sono stati raccolti direttamente dal fondo pulito della gabbia dove abitualmente viveva il pappagallo. Per i soggetti allevati dai genitori il campionamento è stato effettuato unendo più escrementi provenienti in generale dalla coppia, mentre per i soggetti H-HR e FDB-HR le feci sono state campionate individualmente per ogni soggetto. I campioni dei 3 giorni sono stati riuniti, conservati in provette di plastica da 50 mL ed immediatamente congelati a -20°C fino al momento delle analisi. Rispettivamente, si è ottenuto un totale di 30, 11 e 11 campioni per i gruppi PR, H-HR e FDB-HR.

Per estrarre gli steroidi abbiamo utilizzato la procedura d’estrazione a base di metanolo descritta da Palme et al. (2013), apportandone lievi modifiche. Brevemente, le feci sono state liofilizzate, pesate, e sbriciolate completamente; due aliquote dei campioni (0,25 g ciascuno) sono state collocate in provette d’estrazione, sigillate con un tappo di Teflon e conservate a -20 °C. Ogni aliquota è stata accuratamente miscelata per 30 minuti utilizzando un agitatore (multivortex) con un ml di metanolo all’ 80%. La sospensione è stata quindi centrifugata a 500 g per 20 minuti, recuperando alla fine il surnatante (fase liquida sovrastante la solida precipitata a seguito di centrifugazione). Un’aliquota (0,5 mL) del surnatante è stata trasferita in una nuova provetta per esser poi lasciata ad evaporare a 50 °C per 14 h. Dopo l’evaporazione gli estratti essiccati sono stati conservati a temperatura ambiente in contenitori bui per 15 giorni e successivamente mantenuti a -80 °C fino al momento delle analisi. Un giorno prima delle analisi sui metaboliti del corticosterone, gli estratti essiccati sono stati ri-diluiti in 0,5 ml di metanolo all’80%. Un’aliquota dell’estratto è stata diluita in rapporto 1:10 con una soluzione tampone. La miscela è stata quindi agitata e lasciata a riposo per 5 min ripetendo tale procedura due volte al fine di garantire la completa solubilità dello steroide. I metaboliti del corticosterone sono stati determinati utilizzando un test immunoenzimatico multi-specie (Corticosterone EIA kit – K014; Arbor Assays®, Ann Arbor, MI, USA). Tutte le analisi sono state ripetute due volte. I coefficienti di variazione inter- e intra- saggio sono stati meno del 10% (6% e l’8%, rispettivamente). La sensibilità del test è stata di 11.2 ng/g di feci. Tutti i campioni di feci sono stati analizzati in più diluizioni (1: 4, 1: 8, 1:16 e 1:32), e tutti i coefficienti angolari della linea di regressione sono risultati paralleli alla curva standard (r2 = 0,983). La quota di recupero media di corticosterone aggiunto agli escrementi essiccati era del 95,8%. Secondo il produttore, il kit per la determinazione dei metaboliti del corticosterone presenta la seguente reattività crociata: 100% con il corticosterone, 12,3% con desossicorticosterone, 0,62% con l’aldosterone, 0,38% con il cortisolo e 0,24% con il progesterone. La concentrazione di metaboliti del corticosterone è stata espressa come ng/g di feci essiccate.


Analisi dei dati

Le concentrazioni dei metaboliti del cortisone ottenute per i gruppi PR, FDB-P sono state confrontate. Prima di testare le differenze dei gruppi, la regolarità della distribuzione dei dati e l’omogeneità della variazione è stata valutata utilizzando rispettivamente il test di Shapiro-Wilk e il test di Levene. Sono state effettuate più misurazioni su modello ANOVA a split-plot al fine di esaminare le eventuali differenze sfruttando una variabile sullo stesso soggetto (stagione), una variabile tra i soggetti (i tre gruppi di pappagalli) e l’interazione tra queste. Quando il risultato principale è stato eloquente, si è proceduto effettuando un test post hoc di Tukey al fine di analizzare le differenze tra i gruppi. Per esplorare gli effetti di sesso ed età sulle concentrazioni dei metaboliti del corticosterone all’interno dei gruppi H-HR e FDB-HR, si è eseguito rispettivamente un t-test e un’analisi di correlazione (r di Pearson). I dati sono presentati come media e raggruppati secondo errore standard della media (SEM). La significatività statistica è stato fissata a 0,05, ed è stato considerato un trend di significatività di p


Risultati

Sono state rilevate diverse quantità di metaboliti del corticosterone nelle feci dei tre gruppi di cenerini. Si è riscontrato un valore medio di 587 ng/g nei pappagalli del gruppo PR, 494 ng/g nei pappagalli H-HR e 1.744 ng/g nei pappagalli FDB-HR, indipendentemente dalla stagione. L’escrezione di CM nei soggetti FDB-HR era significativamente più alta rispetto a quella dei pappagalli del gruppo PR o H-HR. L’escrezione di metaboliti del corticosterone non è stata influenzata dalla stagione (autunno vs. primavera); Inoltre, l’interazione tra il gruppo e la stagione di campionamento non è risultata significativa. Limitatamente ai gruppi H-HR e FDB-HR, si è riscontrata una maggiore escrezione di CM nei soggetti maschi piuttosto che nelle femmine. Quando si è considerato inoltre l’effetto dell’età nei due gruppi distinti c’è stata una correlazione statisticamente positiva solo per i soggetti del gruppo H-HR.


L’età media degli uccelli era di 8.1 ± 1.7, 7.9 ± 5.4, 7.8 ± 5.4 anni rispettivamente per i gruppi di PR, H-HR e FDB-HR. Il volume medio delle voliere in cui erano tenuti gli uccelli appartenenti al gruppo di PR era di 4,85 metri cubi. Il volume medio delle gabbie di ogni pappagallo H-HR e FDB-HR era di 1,70 metri cubi, anche se in aggiunta questi sono stati tenuti al di fuori della gabbia per almeno cinque ore al giorno, vivendo così a stretto contatto con i loro proprietari. La regione principalmente colpita da deplumazione nei cenerini del gruppo FDB-HR era il torace (90,9%) (Fig. 2A), seguito dalle ali (18,2%) (Fig. 2B), spalle e groppa (9,1% ) (Fig. 2C). Nessun segno di deplumazione è stato osservato sulla testa.

Sono state rilevate diverse quantità di metaboliti del corticosterone nelle feci dei tre gruppi di cenerini. In generale si è ottenuto un valore medio di 587 ng/g nei pappagalli del gruppo PR, 494 ng/g nei pappagalli H-HR e 1.744 ng/g nei pappagalli FDB-HR, indipendentemente dalla stagione (Tabella 1). L’escrezione di CM nei pappagalli del gruppo FDB-HR è stata superiore a quella dei gruppi PR e H-HR (p <0.001). L’escrezione di metaboliti non è stata influenzata dalla stagione (autunno vs. primavera); Inoltre, non è risultata significativa l’interazione tra i diversi gruppi di pappagalli e la stagione di campionamento (Tabella 1). Per approfondire l’effetto del sesso sull’escrezione dei metaboliti del corticosterone nei campioni dei soggetti H-HR e FDB-HR, è stato effettuato un t-test che tenesse conto della quantità media dei metaboliti (fra autunno e primavera) per ogni uccello, considerando comunque l’assente influenza della stagione di campionamento nelle concentrazioni rilevate. Si è inoltre attuata un’analisi di correlazione (r di Pearson) sugli stessi campioni, utilizzando la stessa variabile di risposta presa in considerazione per valutare l’effetto dell’età sull’escrezione dei CM. I risultati hanno dimostrato che c’è stata effettivamente una differenza fra le concentrazioni medie di metaboliti escreti da maschi e femmine, con i livelli più alti nei maschi piuttosto che in quelli presentati nelle femmine: nei soggetti maschi del gruppo HP si ha un valore medio di 554, nelle femmine è di 388 (t = 1.851, p = 0,097); nei soggetti maschi del gruppo FDB-HR si ha un valore medio di 1.852, che nelle femmine ammonta a 1.556 (t = 1.906, p = 0,089). Quando si è considerato l’effetto dell’età nei due gruppi distinti c’è stata una correlazione statisticamente positiva solo per i soggetti del gruppo H-HR (r = 0,609, p = 0,047); al contrario, non vi è stata nessuna correlazione per i soggetti FDB-HR (r = 0,398, p = 0,225). Conclusioni Sono stati rilevati livelli di escrezione maggiori nei soggetti del gruppo degli allevati a mano già colpiti da autodeplumazione, è stata riscontrata una correlazione positiva tra l’età e l’escrezione dei metaboliti del corticosterone nei soggetti sani allevati a mano. Vista la similitudine fra le concentrazioni rilevate nei soggetti detenuti in voliera in coppia e i soggetti allevati a mano sani si consiglia la ricerca futura per indagare gli aspetti specifici della allevamento a mano e migliorare il benessere pappagallo.


Discussione

Nel nostro studio abbiamo osservato un aumento dell’escrezione di metaboliti del corticosterone fra i soggetti del gruppo FDB-HR, la cui concentrazione era circa tre volte superiore a quella dei pappagalli dei gruppi PR e H-HR, indipendentemente dalla stagione di campionamento. Inoltre, non sono state riscontrate differenze nell’escrezione di CM tra i soggetti dei gruppi H-HR e PR, gli ultimi dei quali sono stati detenuti in coppie per la riproduzione, in modo che tale da poter mantenere l’attività sessuale e sociale. I nostri risultati confermano i risultati di Owen & Lane (2006), che hanno mostrato maggiore una maggiore concentrazione di CM negli escrementi dei pappagalli FDB-HR rispetto ai pappagalli di controllo. Per quanto a nostra conoscenza, la carta di Owen & Lane (2006) è l’unico studio che confronti l’escrezione di CM nelle feci di cenerini autodeplumati e non (rispettivamente 261 ng/g e 75 ng/g). I nostri risultati confermano tali osservazioni in termini di differenze significative tra FDB-HR e H-HR, ma la grandezza dei valori misurati nel nostro studio è stata più di sei volte superiore rispetto ai dati osservati da Owen & Lane (2006). Nello studio di Owen & Lane (2006), il gruppo di controllo era composto da dieci uccelli che detenuti insieme in un’unica grande voliera, in modo che presumibilmente potessero mantenere la loro attività sociale e sessuale. Al contrario, nel nostro studio, abbiamo considerato due campioni di pappagalli che non visualizzano FDB: i PR e gli H-HR, entrambi han mostrato livelli simili d’escrezione di CM. I pappagalli allevati dai propri genitori sono solitamente considerati uccelli ben equilibrati poiché i metodi di allevamento genitoriale permettono loro di imparare tutti i modelli specifici di comportamento, divenendo un grande vantaggio per il loro benessere. Il legame tra deplumazione e livelli di corticosterone nelle feci è stato osservato anche da Peng et al. (2014) in due casi di FDB nei Cacatua galerita: gli autori hanno riscontrato una diminuzione dei livelli di corticosterone dopo cambiamenti quali il consentire la socializzazione, seguire un programma di formazione, somministrare farmaci e permettere un arricchimento dell’alimentazione. Anche se non abbiamo misurato la gestione o l’arricchimento ambientale e l’attività dei pappagalli inclusi nel nostro studio, è stato precedentemente dimostrato che i pappagalli con FDB mostrano maggiore attività rispetto ai pappagalli senza FDB in una serie di test comportamentali, suggerendo che la deplumazione agisce come un modello di risposta attiva allo stress; in condizioni di stress cronico, i soggetti proattivi sembravano essere più inclini a sviluppare disturbi comportamentali. La deplumazione può portare a -o derivare da- patologie della pelle sottostante provocando prurito o irritazione. Può inoltre causare problemi di salute legati a danni ai tessuti, emorragie, infezioni, o ipotermia. Nel presente studio, la zona del corpo più colpita da deplumazione è stata il petto, non vi sono stati casi in cui la testa risultasse colpita. La presenza di piume in buone condizioni in aree del corpo che non sono direttamente raggiungibili (cioè la testa) dagli uccelli è uno dei criteri che è stato usato per fare una distinzione tra FDB e altre malattie della pelle o piumaggio. Una maggiore escrezione dei metaboliti del corticosterone nei pappagalli allevati a mano e colpiti da deplumazione, rispetto ai soggetti H-HR o PR, suggerisce un aumento dell’attività corticale del surrene. Le ghiandole surrenali hanno un ruolo chiave nella risposta ormonale allo stress cronico o a breve termine, traducendo in un aumento della secrezione di glucocorticoidi. La misura dei metaboliti del corticoterone negli escrementi dei pappagalli è stata proposta per valutare lo stato di benessere degli uccelli, i risultati di tali analisi sono difficili da interpretare, perché il punto di vista biologico suggerisce solo un aumento dell’attività surrenalica. Per queste ragioni, l’importanza di questi dati potrebbe portare a interpretazioni errate, perché sono il risultato di una complessa interazione tra una vasta gamma di variabili fisiologiche, endocrine e comportamentali che si verificano contemporaneamente. Nel nostro campione di pappagalli allevati a mano è stata rilevata una significativa differenza tra la media dei metaboliti escreta dai maschi e dalle femmine, sia nei soggetti del gruppo H-HR che in quelli del gruppo FDB-HR, con livelli di escrezione maggiori nei maschi piuttosto che nelle femmine. Al contrario, Ferreira et al. (2015) non ha riscontrato effetti simili nelle amazzoni fronteblu (Amazona Aestiva). Inoltre, è stata segnalata una correlazione positiva tra età e livelli di escrezione dei metaboliti del corticosterone nei pappagalli H-HR. Tuttavia, questi risultati devono essere considerati con cautela in entrambi gli studi a causa delle piccole dimensioni del campione e delle diverse specie (amazzoni-cenerini) considerate. Le caratteristiche demografiche della FDB (ad esempio la maturazione sessuale) e la predisposizione in base al sesso (femminile > maschile) sono state analizzate da Van Zeeland et al. (2009), il quale afferma che la letteratura su questo argomento è legata agli studi sul campo di un piccolo gruppo di animali, e che quindi indagini su più larga scala sono necessarie per confermare tali risultati.

L’autodeplumazione si osserva principalmente nei pappagalli allevati a mano, colpendo dal 10 al 17,5% degli individui. Nei pappagalli allevati dai genitori invece questa non si verifica o si verifica raramente (circa 1%). L’allevamento a mano è stato quindi considerato come un fattore di rischio in termini di incidenza. Inoltre, isolamento sociale e frustrazione sessuale possono avere un ruolo importante nello sviluppo di comportamenti anomali. Secondo Fox (2006), un anomalo imprinting sessuale e una forte preferenza sociale per gli esseri umani possono causare problemi comportamentali nei pappagalli, che sono probabilmente più inclini a comportamenti sessuali impropriamente diretti verso i loro proprietari. Poiché sia H-HR che FDB-HR erano in isolamento sociale e riproduttivo nel nostro studio, ciò suggerisce che c’è qualcosa di diverso per la loro gestione che potrebbe essere legata ad un arricchimento ambientale o a diversi metodi di allevamento; in tal modo, da un punto di vista del benessere degli animali, è fondamentale una ricerca più approfondita riguardo i fattori di rischio che sono coinvolti nell’incidenza dell’autodeplumazione.


Conclusioni

Nel presente studio abbiamo analizzato le differenze nei livelli di escrezione dei metaboliti del corticosterone tra pappagalli cenerini caratterizzati da:
1. diverse storie di allevamento (allevamento genitoriale contro l’allevamento a mano);
2. la presenza o l’assenza di FDB in pappagalli allevati a mano.

La più alta quantità di escrezione di CM è stata trovata nei pappagalli FDB-HR, è inoltre stata riscontrata una correlazione positiva tra età e metaboliti nei soggetti H-HR.

Dato che nel nostro studio i livelli d’escrezione dei metaboliti del corticosterone nei soggetti PR e H-HR erano simili, si consiglia una ricerca futura al fine di concentrarsi sugli aspetti specifici dell’allevamento a mano necessari per migliorare il benessere dei pappagalli.


 

Department of Veterinary Science, University of Turin, Grugliasco (TO), Italy
2 Department of Agricultural, Forest and Food Sciences, University of Turin, Grugliasco (TO), Italy


Copyright
© 2016 Costa et al.


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Cite this article
Costa P, Macchi E, Valle E, De Marco M, Nucera DM, Gasco L, Schiavone A. (2016) An association between feather damaging behavior and corticosterone metabolite excretion in captive African grey parrots (Psittacus erithacus) PeerJ 4:e2462 https://doi.org/10.7717/peerj.2462

 


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