Testo e foto di Johanne Vaillancourt Avian Centre (CAJV) – http://www.parrot-parrots.com/

Traduzione autorizzata da J. Vaillancourt

Sognare di vivere in compagnia di più di un pappagallo, procurare un compagno al proprio pappagallo per far sì che non si annoi, acquistare impulsivamente una pallina piumosa così tanto carina e soprattutto irresistibile nel negozio di animali all’angolo della strada, o più semplicemente «pappagallite acuta». Tante sono le ragioni che spingono gli appassionati ad adottare nel corso degli anni più di un pappagallo e spesso di specie molto diverse. «È un po’ come una malattia» mi dicono alcuni, «ne abbiamo uno e ne vogliamo sempre di più», mi dicono altri. Pochi appassionati di pappagalli sanno accontentarsi di un unico compagno pennuto.

È certamente una buona idea dare un compagno al nostro pappagallo, essendo loro animali di natura gregaria, ma non si deve dimenticare che questa gregarietà si manifesta in modo molto diverso a secondo delle specie (ed esistono numerose specie disponibili sul mercato).

Nella maggior parte dei casi, i pappagalli apprezzano di vivere con un loro simile pennuto ed è normale, ma tutti non sono ben disposti ad accettare qualsiasi specie. Sì, possiamo prendere pappagalli di specie diverse in casa, ma potrebbe risultare azzardato mischiare tra loro qualsiasi famiglia di psittaciformi.

I pappagalli non sono dei cani…
I cani (canis familiaris), che siano di piccola o grande taglia, hanno tutti gli stessi bisogni alimentari e gli stessi comportamenti innati che si manifestano nello stesso modo (un cane italiano abbaia nella stessa maniera di un cane francese) ed hanno tutti gli stessi comportamenti sociali e sessuali.

Le innumerevoli specie di pappagalli, malgrado alcune similitudini pronunciate, sono invece a volte molto diverse fra loro. Persino all’interno di uno stesso genere possono esserci notevoli differenze. Queste differenze vanno da alcune esigenze alimentari diverse e specifiche, a comportamenti che non si manifestano tutti nello stesso modo o mezzi differenti per la comunicazione, sia inter che intraspecifica. Avremo quindi la possibilità che un gruppo di cenerini Nord Africani possa non aver necessariamente lo stesso modo di vocalizzare di un altro gruppo del Sud. Possono variare profondamente persino i profili sociali.
Le famiglie, i generi, le specie, le sottospecie sono così singolari che nella tassonomia, i pappagalli sono classificati a seconda di: periodo di nidificazione, abitudini alimentari o sociali e con un certo numero di criteri anatomici e/o morfologici.

Esistono più di 300 specie conosciute di pappagalli che sono divise in 3 principali grandi famiglie che compongono l’ordine degli psittaciformi: Psittacidae, Cacatuidae, Strigopidae. Queste famiglie hanno in comune un certo numero di comportamenti innati, ma è nel loro sviluppo o nelle loro manifestazioni che si diversificheranno.

Dobbiamo sapere che nel loro ambiente naturale, i pappagalli sono divisi tra le altre cose, in due categorie di gruppo sociale: il gruppo sociale detto monospecifico ed il gruppo sociale detto plurispecifico.

Un gruppo di pappagalli forma un gruppo sociale quando vola insieme circa alla stessa velocità ed alla stessa altezza, quando fa foraging (cioè ricerca il cibo) nelle stesse postazioni ed a volte, quando si raggruppa nello stesso posto per dormire.

Il gruppo sociale detto monospecifico…
è composto da un’unica specie di pappagallo dal temperamento molto gregario. Questi uccelli formano di solito dei gruppi molto grandi (composti da centinaia di individui). Sono spesso specie che si nutrono parzialmente o del tutto al suolo.
Per alimentarsi in sicurezza al suolo, dove sono particolarmente vulnerabili ad ogni tipo di predatore, il gruppo deve essere omogeneo, per poter identificare un intruso subito a colpo d’occhio, in base al colore o alla taglia diversa.
Dunque per questi pappagalli nessun altra specie è ben accetta nel proprio territorio.

I pappagalli di provenienza africana, in particolar modo i cenerini, anche se nati in cattività, tendono a non accettare di mischiarsi con altre specie, soprattutto se sono imprintati e desiderano formare una specie (o coppia) con l’umano.
Mi direte: “il mio cenerino va perfettamente d’accordo con il mio cacatua!”. L’ambiente in cui vivono non è quello naturale ed a volte alcuni comportamenti dei nostri pappagalli (soprattutto quelli allevati a mano) sono sorprendenti. Allora direi che per aumentare le probabilità di una convivenza pacifica è meglio fornire a pappagalli appartenenti a questo gruppo  un compagno della stessa specie.

Benché i pappagalli del Nuovo Mondo siano generalmente di indole socievole (la maggior parte sono plurispecifici), diverse specie di pionus sono l’eccezione alla regola. I pionus vivono in stormi di un unica specie e tendono a rifiutare le interazioni sociali con specie di pappagalli che non conoscono.

Il gruppo detto plurispecifico…
è al contrario formato da diversi gruppi di uccelli di diverse specie, che vivono alleati ad altre specie di pappagalli, per aumentare il numero di individui nello stormo. Le specie sudamericane, come ara, amazzoni e conuri, fanno parte di questo gruppo e sono, di conseguenza, molto più disposte ad adattarsi alla coabitazione con altre specie in cattività.

La vita in cattività
Se avete già delle difficoltà a capire il comportamento del vostro pappagallo, dovete sapere che con due specie diverse in casa, sarà ancora peggio; e se ne aggiungerete una terza, sarà dunque normale che siate completamente persi.
La cattività porta tanta confusione per i nostri pappagalli. Gli imponiamo la convivenza tra più specie che provengono da regioni e/o continenti diversi  e che non avrebbero mai in realtà dovuto incontrarsi ed ancora meno mescolarsi fra loro.
Gli appartenenti a queste specie differenti dimostreranno molti comportamenti comuni tra tutti gli psittaciformi, ma manifesteranno anche comportamenti specifici, con significati a volte anche totalmente opposti fra l’una e l’altra specie.
Le specie appartenente al gruppo detto monospecifico sono pappagalli con temperamento piuttosto diffidente e discreto ed avranno meno tendenza ai vocalizzi eccessivi. Dall’altro lato, saranno più reattivi alle variazioni nell’ambiente, meno tolleranti ai cambiamenti ed alle novità e questo li rende più fragili allo sviluppo di comportamenti fobici.
Gli uccelli appartenenti al gruppo detto plurispecifico sono più determinati e…. urlatori. Sanno come farsi sentire. Queste specie sono di solito più socievole con gli estranei (umani ed pappagalli), accettano con facilità le novità, sono meno selettive, meno paurose e (normalmente) sono meno inclini alle psicopatologie dei pappagalli appartenenti al gruppo detto monospecifico.

Comunicazione
Anche se le competenze del linguaggio non sono equamente distribuite in tutte le specie, i modi di comunicazione nei pappagalli rimangono delle competenze acquisite con il contatto con gli altri soggetti del gruppo. In molti casi, il pappagallo nato in cattività, separato molto giovane dai genitori o dai suoi congeneri, e privato di modelli, non riconoscerà al primo impatto i modi di comunicazione della sua stessa specie ed a maggior ragione, quello delle altre specie. Non riconoscerà nemmeno alcuni atteggiamenti automatici, inclusi i rituali di corteggiamento delle specie con cui convive forzatamente.

Quindi non aspettatevi che gli uccelli si riconoscano tra loro al primo colpo d’occhio e sappiano comunicare istintivamente tra loro.
Con il tempo, i pappagalli che vivono in questi gruppi creati forzatamente dall’uomo, potranno arrivare ad adattarsi ed a sviluppare diverse modalità di comunicazione che saranno identificabile, almeno all’interno del loro gruppo sociale.


Relazioni sociali tra le specie (in cattività)
Le interazioni sociali dipendono altamente dalle specie che si decide di fare coabitare. Generalmente ci sono pochi problemi nel caso di pappagalli appartenenti alle famiglie del gruppo detto plurispecifico, ma può diventare molto più complicato nel caso di un pappagallo proveniente da famiglia del gruppo di specie dette monospecifiche -come i cenerini- e può passare molto tempo prima che questo pappagallo si senta a suo agio in presenza di altre specie.

Se decidete di introdurre un nuovo pappagallo nel vostro stormo, provate a rispettare i comportamenti innati di questi ultimi. Gli uccelli dei gruppi monospecifici non andranno necessariamente d’accordo con uccelli di specie diverse.
È vostra responsabilità informarvi adeguatamente sulla scelta del compagno ideale per il vostro pappagallo, dato che trascorrerà probabilmente tanti anni in sua compagnia. Perché dunque non far sì che questo compagno gli piaccia dall’inizio?



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