L’alimentazione dei pappagalli è varia e composta sia da alimenti freschi e deperibili che da semi ed estrusi.
Ma qual è il modo giusto di conservarli?


SEMI ED ESTRUSI
Conservare i semi in modo ottimale è indispensabile per preservarne le proprietà. Le condizioni migliori si ritrovano in ambienti secchi e freschi. È meglio evitare quindi di comprare misti semi venduti sfusi e quindi esposti continuamente alle condizioni ambientali, oltre che a eventuali contatti con insetti ed animali.

Per motivi igienici è consigliabile utilizzare miscele di semi preconfezionate e sigillate piuttosto che quelle sfuse di cui non conosciamo la provenienza, la data di scadenza e la modalità di conservazione. Se il quantitativo dei semi non è numeroso o il consumo avverrà a breve, la cosa migliore da fare dopo aver aperto il pacco è quello di trasferire il contenuto in barattoli ermetici, lontano da fonti d’umidità, in luoghi freschi e poco esposti alla luce. Se invece il quantitativo è maggiore e il consumo piuttosto lento l’ideale sarebbe dotarsi di un macchina per il sottovuoto e suddividere il contenuto in pacchetti sigillati, ovviamente tenendo sempre in considerazione la data di scadenza ed il luogo in cui conservarli.

La stessa procedura è raccomandata anche per gli estrusi!

FRUTTA E VERDURA
Frutta, verdura, legumi e tutto quello che è facilmente deteriorabile va conservato in frigo o in posti freschi -ma non troppo umidi- e va somministrato a temperatura ambiente. Il cibo fresco si deteriora molto velocemente, specialmente in estate con il caldo. L’ideale nei mesi caldi è quindi somministrarlo al mattino o alla sera e ritirarlo o sostituirlo dopo qualche ora, in modo che si mantenga fresco e non attiri insetti e mosche.
La verdura e soprattutto i legumi, la cui preparazione è decisamente lunga, una volta cotti possono anche essere surgelati, per essere conservati più a lungo.
Surgelare può essere una soluzione comoda per avere sempre a disposizione un misto già pronto da usare come base quotidiana di cibo sano. Basta tagliare e cuocere le verdure fresche in buona quantità per poi dividerle in mini porzioni.

Durante il surgelamento c’è poca perdita di nutrienti e le verdure mantengono il loro alto contenuto di vitamine e minerali.
Bisogna tenere presente però che più lunga è la cottura, maggiore è la perdita. Tale perdita può essere ridotta se le verdure non vengono tagliate a pezzetti, ma se vengono scottate in acqua bollente per bloccare l’azione degli enzimi e la conseguente perdita di sapore e consistenza. Le verdure vanno surgelate in condizioni ottimali di freschezza e servite immediatamente o ancora meglio cucinate a vapore, in piccole quantità di acqua o addirittura nel microonde.
Non sono adatte al congelamento le verdure con un’alta percentuale di acqua e che di solito si consumano crude, come sedano, cetrioli, insalate varie, cipolle. Tutte le altre (e anche quelle sopra citate, se si consumeranno cotte) prima di essere congelate vanno fatte scottare in acqua bollente.

Per maggiori informazioni sulla conservazione dei cibi freschi: www.eufic.org



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